Se Facebook diventa un diario dell’anima: la poetica resistenza di “Senza” di Gaetano Perricone

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copertina senza x digitale popolare
copertina senza x digitale popolare

Può un social network, spesso accusato di essere il regno dell’effimero o addirittura di hate speech, trasformarsi in un’ancora di salvezza? Può una bacheca Facebook diventare il diario di bordo di una tempesta emotiva che non lascia scampo?

La risposta è tra le pagine di “Senza. Del dolore e dell’amore” pubblicato da Algra Editore, l’ultimo libro del giornalista Gaetano Perricone.

Non è solo un libro di memorie. È la cronaca nuda e cruda di un addio, ma è anche la testimonianza di come il digitale, se usato con la consapevolezza di un professionista dell’informazione quale è Perricone e il cuore di un uomo innamorato, possa assumere una funzione terapeutica e comunitaria.

Tutto ha inizio il 15 aprile 2024. Da quel momento, la vita di Gaetano e della sua “leonessa” Daniela Lupo cambia per sempre. Un intervento chirurgico devastante al cervello, la rianimazione, la speranza, il calvario tra Milano e la Sicilia. In questo “punto di non ritorno”, Perricone non si chiude nel silenzio. Da giornalista di razza, sceglie di raccontare, e lo fa usando un social network.

Il suo profilo Facebook diventa un appuntamento fisso anche per le centinaia di amici, parenti ma anche lettori follower del giornalista. Come si legge nel libro, i post non erano semplici aggiornamenti, ma frammenti di un’anima che cercava di restare a galla: “Il mio profilo Facebook è diventato un diario quotidiano, un modo per urlare al mondo la mia sofferenza, ma anche per sentire la vicinanza di chi, pur lontano, mi stringeva la mano.”

La potenza del digitale: oltre i 100 post di resilienza

Analizzando il racconto digitale, si stima che Gaetano abbia prodotto oltre 100 post durante i mesi del calvario. Non si è trattato di “sovraesposizione”, ma di una scelta precisa: trasformare il digitale in uno strumento di umanesimo tecnologico. Ogni post era un atto di resistenza contro il “mostro”.

Per i lettori di Digitale Popolare, questo caso è emblematico. Spesso discutiamo di algoritmi e privacy, ma qui emerge la potenza sociale del web: una piazza virtuale che si stringe attorno ad un dolore privato rendendolo universale.

Il profilo Facebook di Gaetano ha funzionato da “camera di decompressione”, dove l’affetto dei parenti, amici e colleghi diventava energia reale per affrontare le giornate in corsia.

Il titolo “Senza” è una parola pesantissima.

“Senza” è la condizione di chi resta. Ma, in realtà, tra le righe emerge una presenza costante. Perricone descrive Daniela come una “indomita leonessa”, una donna fragile nel fisico ma titanica nella volontà. Il libro riprende quei post, li rielabora e li consegna alla carta stampata, nobilitando quel flusso di coscienza digitale che altrimenti il feed dei social avrebbe inesorabilmente sepolto.

Abbiamo chiesto a Perricone: Hai usato facebook come diario quotidiano per aiutarti, quasi come una terapia per accompagnare te e Daniela in questo calvario. Quanto ti è stato utile il digitale, in particolare facebook?

“Si’, il diario Facebook è stata per me terapia quotidiana dell’immenso dolore interiore e della grande fatica del caregiver, così come lo è stata la stesura del libro dopo la morte di Daniela. Mi è stato molto utile, un compagno fedele e per lunghi tratti l’unico compagno, il digitale e questo social in particolare. Credo sia una testimonianza esemplare, l’ho già detto e voglio ribadirlo l’uso buono e corretto dei social, di come possano realmente essere utili alla gente in difficoltà al di là di “michiate”, fake news e leoni vari da tastiera“.

In un passaggio toccante, Gaetano scrive:

Daniela Lupo ha votato!, riferendosi al momento in cui “la leonessa” ricoverata all’istituto neurologico “Carlo Besta” di Milano per un complessi intervento neurochirurgico al cervello per l’asportazione di un grosso schwannoma, era stato allestito un seggio speciale per permetterle di esercitare il suo diritto/dovere di votare, nonostante la malattia, la forza civile e la dignità della donna emergevano ancora.
Sono questi i dettagli che, rimbalzando tra lo smartphone e il cuore, hanno creato una rete di solidarietà che è l’esempio perfetto di come la tecnologia possa supportare la resilienza umana.

Perché leggere “Senza”

Consigliamo questo libro a chiunque voglia capire come usare il digitale nei momenti di crisi. Non troverete filtri o narrazioni edulcorate, ma la verità di un uomo che ha usato la sua bacheca come un megafono, un rifugio, insegnandoci che, anche quando restiamo “senza”, non siamo mai davvero soli se abbiamo il coraggio di condividere la nostra umanità.

Chi è Gaetano Perricone

Gaetano Perricone, 69 anni, palermitano, è giornalista professionista di lungo corso, firma storica del giornalismo siciliano. Nella sua carriera spiccano i quindici anni di lavoro nella redazione dello storico quotidiano “L’Ora” di Palermo, poi i tre anni al quotidiano “Il Mediterraneo”, quindi un breve periodo a “Oggi Sicilia”, sempre nel capoluogo siciliano, prima del trasferimento ai piedi dell’Etna dove dal 1998 e per diciotto anni è stato responsabile dell’Ufficio Stampa dell’Ente Parco a Nicolosi.
Ha contribuito alla realizzazione del dossier di candidatura che ha portato all’iscrizione dell’Etna nella World Heritage List dell’Unesco il 21 giugno 2013. Oggi, conclusa la carriera lavorativa, è responsabile del blog www.ilvulcanico.it. Ha pubblicato nel 2004 “La mia Etna. Dialogo con la Muntagna“, “La scalata della vita“, “Diversamente nonno“, “L’ultima partita” ma con “Senza. Del dolore e dell’amore” ha compiuto il suo viaggio più difficile: quello dentro se stesso e nel mistero del dolore.