Cattiveria: i social sono davvero colpevoli o specchio di una realtà sempre esistita?

Facebook
X
LinkedIn
WhatsApp
Telegram
Email
cattiveria o specchio social
cattiveria o specchio social

La #cattiveria umana sembra aver superato ogni limite, lasciandoci un dubbio profondo: i #social sono davvero i colpevoli o fanno solo da #specchio a una realtà che è sempre esistita?

​Oggi assistiamo a una ferocia gratuita che toglie il fiato.

Come si fa a commentare la scomparsa del marito della ministra Roccella dicendo che “se l’è cercata”?

Come si può accettare che un quotidiano come Libero pubblichi in prima pagina la foto di Ilaria #Salis in costume da bagno, usando un titolo ammiccante e sessista “Salis Bollente” , spalancando così le porte a potenziali insulti volgari nei commenti della rete?

Quando l’innesco del fango non arriva da un profilo anonimo sui social ma dalla penna di un giornalista, la responsabilità è ancora più grave.

Non gli era bastata la condanna del Tribunale di Milanoa con forti contestazioni sul linguaggio ritenuto smaccatamente maschilista e lesivo della reputazione L’Odg sia ora che allora sta verificando per un procedimento disciplinare.

Chi ha il dovere di #informare non dovrebbe mai legittimare o alimentare certi meccanismi.

E ancora come si può entrare armati in una discoteca e aprire il fuoco tra la folla che balla?

O come possono dei ragazzi spingere un ciclista per farlo cadere, o un automobilista trascinare un cane in autostrada per abbandonarlo?

​Siamo circondati da una totale perdita di empatia e di valori: dagli anziani truffati senza pietà, ai medici aggrediti nei pronto soccorso.

Spesso questi atti vengono persino ripresi con i cellulari, quasi a voler spettacolarizzare il dolore.

​È facile puntare il dito contro i social network, ma forse le piattaforme digitali sono solo un mezzo. Certo, amplificano e mettono tutto in piazza con un clic, ma la decisione di colpire, di insultare o di filmare non nasce da uno schermo: nasce dalle persone.

I social offrono una vetrina e, a volte, l’illusione dell’anonimato, ma la disumanità e la cattiveria restano una responsabilità esclusivamente umana.

La tecnologia si limita a mostrare quello che siamo, nel bene e nel male; sta a noi ritrovare la nostra #umanità.

Solidarietà alla Ministra Roccella e alla sindaca Silvia Salis