Giornalista Pubblico: Anci e FNSI propongono il bando virtuoso. Pubblicato il 60° Quaderno operativo dell’Anci

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Garantire informazionetrasparenza partecipazione in un ecosistema informativo sempre più complesso dove il digitale la fa sempre più da padrone: sono questi gli obiettivi per una una comunicazione istituzionale degli enti locali sempre più inclusiva ed innovativa. Al centro di questa evoluzione si pone il nuovo 60° Quaderno Operativo dell’ANCI, intitolato “Linee guida per la definizione del Bando di concorso di Specialista nei rapporti con i media, giornalista pubblico (Settore informazione)” a cura di Stefania Dota, Agostino Bultrini e Paola Suriano.

Questo manuale rappresenta lo strumento pratico per attuare il Protocollo d’Intesa tra ANCI e FNSI, rinnovato il 28 gennaio 2026, con l’obiettivo di modernizzare i sistemi di comunicazione della Pubblica Amministrazione.

Il Professionista dell’Informazione nei Comuni

Secondo le linee guida dell’ANCI di cui si è parlato anche al recente convegno, a Palermo, “Comunicare per raccontare seguito da DigitalePopolare, il personale giornalistico non deve limitarsi alla mera diffusione di notizie, ma deve agire come un vero “apportatore” di innovazione.
Il suo ruolo è fondamentale per supportare l’amministrazione nella diffusione e gestione strategica delle informazioni, garantendo il principio di trasparenza dell’azione politico-amministrativa e favorendo una partecipazione sociale consapevole alla vita democratica dell’istituzione da parte di cittadini.

In conformità con la Legge 150/2000, che resta ancora la legge di riferimento sebbene siano passati 26 anni dalla sua emanazione, la costituzione di uffici stampa è un requisito essenziale per tutte le Pubbliche Amministrazioni anche se quella legge, oramai obsoleta, afferma che le PA “possono” e non “devono” istituire tali presidi di informazione e trasparenza.
Ciò che invece è obbligatorio è che tali uffici devono essere composti da personale iscritto all’Albo nazionale dei giornalisti (professionisti o pubblicisti). Questa necessità è stata ribadita con forza anche durante la presentazione a Roma, nell’ambito degli Stati generali del giornalismo degli uffici stampa organizzati dal GUS Gruppo Uffici Stampa, dove è emersa l’importanza di difendere la professionalità del giornalista pubblico come garante di un’informazione corretta e verificata.

Competenze Digitali e gestione dei Social Network

Il Quaderno ANCI pone un’enfasi particolare sulla necessità che il “giornalista pubblico” possieda solide competenze digitali.
Nell’attuale contesto tecnologico, il bando-tipo prevede che il candidato sia in grado di gestire l’informazione quotidiana non solo attraverso strumenti tradizionali quali comunicati, conferenze stampa,rassegme stampa ma anche mediante strumenti audiovisivi, web e social e di popolare e curare l’informazione del sito internet istituzionale per la parte di competenza dell’ufficio stampa, ed ancora di conoscere ed utilizzare gli strumenti e le applicazioni informatiche, grafiche ed editoriali più diffuse. Deve inoltre saper padroneggiare il linguaggio del giornalismo digitale e dei nuovi media.

Il bando tipo mira a intercettare figure, spesso giovani e motivate, capaci di integrare le tecniche classiche del linguaggio giornalistico con le dinamiche del social networking, essenziali per favorire un rapporto diretto e costante tra l’ente e il cittadino.

Inquadramento Contrattuale

Un punto fondamentale del dibattito riguarda l’inquadramento contrattuale di questi professionisti. Il CCNL 16 novembre 2022 (triennio 2019-2022) aveva già stabilito che i giornalisti operanti negli uffici stampa dei Comuni siano inquadrati nel profilo di “Specialista nei rapporti con i media (settore informazione)”, appartenente all’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione, ex categoria D. E’ prevista anche, conformemente alla disciplina dell’ordinamento professionale, il profilo di “Istruttore del settore informazione pei rapporti con i
media
” nell’Area degli istruttori di cui al CCNL 2019-2022 ex categoria C.

Questo significa che per accedere alla posizione della E.Q. è richiesto il possesso della laurea (triennale, vecchio ordinamento, specialistica o magistrale) oltre all’iscrizione all’Albo dell’Ordine dei Giornalisti.

Il Quaderno ANCI chiarisce inoltre che per il ruolo di responsabile dell’Ufficio Stampa non è possibile ricorrere a contratti di collaborazione coordinata e continuativa o prestazioni libero professionali, in quanto tale incarico deve rientrare nella tipologia del lavoro subordinato, potendo arrivare, per i comuni di maggiori dimensioni, anche alla qualifica dirigenziale.

Elementi salienti per un bando virtuoso

Per realizzare un bando efficace, il Quaderno ANCI, che si integra con il 45° Quaderno sulle nuove regole per le assunzioni nei Comuni e Città metropolitane, suggerisce di inserire criteri di selezione che valutino sia le conoscenze tecniche che le attitudini trasversali.

Tra le conoscenze richieste: la legislazione sulla stampa, il diritto amministrativo con particolare attenzione ai temi della trasparenza e dell’anticorruzione, l’ordinamento degli enti locali e, naturalmente, il codice deontologico del giornalista.
Tra le cosiddette Soft Skills inoltre la capacità di problem solving nell’ambito della comunicazione istituzionale e profonda comprensione del contesto di riferimento.

Il bando deve esplicitare che la ricerca è finalizzata a garantire una costante e corretta informazione alla cittadinanza, migliorando la percezione dell’immagine dell’ente e del territorio.

Dunque il manuale ANCI non è solo una guida tecnica, ma si spera possa essere un manifesto per il rilancio di una nuova stagione della comunicazione pubblica, dove la qualità del bando riflette la qualità dell’informazione che i cittadini riceveranno dai propri Comuni.

Lo stato dell’arte degli Uffici stampa PA

Nonostante il continuo impegno da parte degli Istituti di categoria, lo scenario attuale degli uffici stampa nella Pubblica Amministrazione italiana presenta ancora luci e ombre.

A ventisei anni dalla Legge 150/2000, il bilancio è chiaroscuro: se da un lato la norma ha avuto il merito storico di riconoscere la comunicazione come funzione primaria, dall’altro la sua natura “facoltativa” (quel “possono istituire” anziché “devono”) ha creato un’Italia a due velocità.

Molti enti, strozzati dai vincoli di bilancio e dai blocchi del turnover, hanno spesso sacrificato l’informazione professionale, ricorrendo a soluzioni ibride o delegando la comunicazione a figure non formate, con il rischio di confondere l’informazione istituzionale (dovere dell’ente) con la propaganda politica, prerogativa dell’organo di vertice attraverso la figura del portavoce.

Il risultato è una frammentazione in cui convivono eccellenze digitali e realtà in cui l’ufficio stampa è ancora percepito come un “lusso” accessorio, anziché come il fulcro della trasparenza democratica.

Verso una struttura “ibrida”: Giornalisti, Comunicatori e Social Media Manager


Il futuro della PA non può più prescindere da una struttura integrata. 

Se il giornalista pubblico resta la figura cardine per la garanzia della veridicità e la gestione dei rapporti con i media, l’efficacia dell’azione amministrativa oggi richiede un modello collaborativo multidisciplinare.

Un ufficio stampa “virtuoso”, o meglio una struttura di Comunicazione e Informazione, moderna dovrebbe configurarsi come una vera e propria Redazione Unica di ente, dove diverse professionalità operano in sinergia.

Il giornalista pubblico: custode della deontologia che continui a gestisce il flusso informativo verso le testate, cura la mediazione con i giornalisti e presidia la veridicità delle notizie in un’epoca di fake news dilaganti, anche sui social network; lo specialista della comunicazione, figura anche questa prevista dal CCNL 16 novembre 2022 (triennio 2019-2022), focalizzato sulla facilitazione dei servizi ai cittadini e sulla creazione di campagne di sensibilizzazione dalla raccolta differenziata alla mobilità sostenibile e sulla citizen customer, ed infine il social media manager o digital manager,  figura entrata nella PA, con la legge 69/2025, di conversione del D.L. 25/2025, che gestisce il community management, interpreta i dati di ascolto della rete, crea engagement, e collabora con le altre figure per ottimizzare l’informazione e comunicazione per le diverse piattaforme.

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