Comune di Bagheria, Assostampa e ODG per celebrare la XXII giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime della mafia. Coordina Marina Mancini
Administrator 02 Ottobre 2017 PDF Stampa E-mail

E’ stato scelto l’Icre, il magazzino del boss Leonardo Greco, come luogo per ricordare, per non dimenticare le vittime di mafia, dagli organizzatori del convegno “Beni confiscati:l’impegno dei media in memoria delle vittime della mafia” organizzato dal Comune di Bagheria, voluto da Assostampa Sicilia e Ordine dei Giornalisti di Sicilia.

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In occasione della celebrazione, ieri, in tutta Italia, della XXII giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime della mafia”, voluta dall’associazione LiberaAssostampaODGComune hanno offerto alla città un momento che ha rappresentato anche formazione per i tanti giornalisti presenti.

 

 

L’ICRE, che per chi non conosce la storia, nasce come industria per chiodo e ferro controllata da Leonardo Greco, ma in realtà era una base criminale di mafia, dove “venivano dati appuntamenti alle persone ritenute non più affidabili, e ,che non facevano più ritorno a casa”, così come ha detto il pentito Nino Giuffrè.

La scelta dell”ICRE non è stato casuale , infatti è il primo bene confiscato alla mafia, dopo l’entrata in vigore della legge Rognoni-La Torre.

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Il convegno è stato aperto dalla suggestiva performance poetica ” U Squagghiatu” rappresentata dell’associazione Apertura a strappo, che ha  introdotto il pubblico, in maniera emozionante ai  temi del convegno.
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“Bagheria vuole ripulirsi da quella storia, vuole riscattarsi da quei ricordi ed è per questo che cercheremo di fare dei beni confiscati  centri sociali per la collettività” dice il sindaco, Patrizio Cinque.

A seguire  gli interventi di Alberto Cicero, segretario di Assostampa che ha ricordato, con la lettura dei nomi, gli 8 giornalisti siciliani caduti per mano mafiosa.
Le misure repressive è stato il tema dell’intervento di Bernardo Petralia, procuratore aggiunto del tribunale di Palermo che ha detto : “la lotta alla mafia si fa anche con i simboli, fatti e parole messe insieme”.
Giancarlo Macaluso presidente di Assostampa citando Sciascia dice” ognuno lotta contra la mafia facendo il proprio dovere”.
Riccardo Arena,
presidente dell’Ordine dei giornalisti ribadisce quanto sia importante dare a questi “luoghi di  morte” una rivalorizzazione, rendendoli luoghi per la vita, per il sociale”.
Giovanni Pagano ,coordinatore provinciale Libera Palermo, ha sottolineato l’impegno di Libera 365 giorni su 365 lavorando al ricordo delle vittime innocenti della mafia, portando tra i banchi di scuola i familiari delle vittime, il loro dolore, la loro storia.

Molto toccante la testimonianza di Antonello Marini,agente di scorta del giudice Giovanni Falcone; di Pietro Busetta, nipote dell’omonimo Busetta, vittima della mafia per vendetta trasversale e ancora Giulio Francese, figlio di Mario e fratello di  Giuseppe, entrambi direttamente e indirettamente caduti per mano della mafia.

Tra gli ospiti anche il noto attore Marcello Mazzarella, interprete magistrale di numerosi films di mafia.

Il convegno si è chiuso con due poesie scritte e recitate dall’imprenditoreMichelangelo Balistreri, che ha fatto della lotta alla mafia un impegno quotidiano.

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A moderare il convegno Marina Mancini, giornalista del comune di Bagheria, che ha raccontato brevemente la storia dell’ICre, ” essere  in questo luogo oggi è fondamentale per riscuotere le nostre coscienze” ha detto Mancini - ”La sinergia tra amministrazione e giornalisti è volta all’impegno comune per la giustizia, la verità e il bene comune. Impegno da parte dei giornalisti a non lasciarsi imbavagliare, raccontando sempre la verità; l’impegno dell’amministrazione ad agire nella legalità e nella correttezza” .

L’amministrazione comunale ha ringraziato le Forze dell’ordine, la polizia municipale,  e tutti i presenti per essere stati “testimonial” di un momento di cambiamento  delle coscienze bagheresi, ” solo i fatti possono condurre al cambiamento , non le parole” ha sottolineato il sindaco Cinque.

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