Da 150 anni il credito penalizza il Sud. Lo Svimez: non funzionale allo sviluppo
marina mancini 08 Ottobre 2011 PDF Stampa E-mail

articolo su QdsL’associazione dedica un intero capitolo del rapporto annuale alle trasformazioni del sistema bancario dall’Unità a oggi.

Soltanto le imprese a partecipazione statale, prima degli anni ‘70, accorciarono il divario.

PALERMO - Anche Svimez, l’associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, nel centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, ha voluto celebrare l’anniversario nazionale; lo ha fatto, tra le diverse iniziative, dedicando un intero capitolo del rapporto annuale ad una riflessione sulle trasformazioni del sistema bancario lungo questi 150 anni.

La Svimez si domanda se il sistema di credito si sia dimostrato funzionale allo sviluppo dell’economia meridionale e all’attenuazione dei divari, o se, al contrario, si sia rilevato inadeguato.

Le conclusioni di Svimez sono che nonostante il consolidamento del sistema bancario esso si è rilevato poco funzionale alle esigenze del sistema produttivo meridionale. In un excursus storico che va dalla formazioni del moderno sistema bancario all’indomani dell’Unità d’Italia sino ai giorni nostri, Svimez dimostra come il rilancio della crescita del Mezzogiorno assume un rilievo centrale per il rilancio dell’intero sistema economico nazionale.

 

Si dovrà attendere i primi anni ’90, dopo l’Unità, per vedere i primi effetti del processo di industrializzazione; poco prima la moneta metallica rappresentava ancora il 90% del contante in circolazione. Il Pil, tra il 1861 e il ’90, era cresciuto solo dell’0,8 % annuo, senza particolari differenze tra Nord e Sud (0,9% Centro-Nord, 0,7 Mezzogiorno).

Leggi il mio articolo pubblicato sull'edizione del 8 settembre 2011 del Quotidiano di Sicilia

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